Per la storia di un confine difficile. L’Alto Adriatico nel Novecento

“Per la storia di un confine difficile. L’Alto Adriatico nel Novecento” è un progetto pilota promosso dalla Regione Toscana, su stimolo del Consiglio Regionale, per l’approfondimento dei temi legati al Giorno del Ricordo.

Dal 12 al 16 febbraio 25 insegnanti e 52 studenti di scuola superiore, accompagnati da rappresentanti della Regione Toscana, dell’Ufficio scolastico regionale e della rete toscana degli Istituti storici della Resistenza e dell’età contemporanea, hanno visitato Redipuglia, Trieste, Gonars, Basovizza, Padriciano, Fiume e Fossoli: tappe di un viaggio, durante il quale hanno incontrato studiosi e testimoni, istituzioni e realtà associative.
È stato questo il momento più importante di un progetto-pilota che da quest’anno inserisce fra le politiche della memoria della Regione Toscana un intervento sui temi cui è dedicato il Giorno del Ricordo.
Preceduto da una Summer school e da un percorso formazione sia per i docenti che per gli studenti, il viaggio ha visto partecipare scuole di tutte le province toscane.
Tre erano i docenti scelti per la provincia di Pisa, 6 gli alunni: fra questi, la prof. Silvia Pagnin dell’Ipsar Matteotti con le alunne Alessia Gronchi e Letizia Provinzano.
Sono loro che ora vanno ad aggiungere  un ulteriore momento di incontro e di importante riflessione su un tema complesso come quello della storia del confine orientale.
Venerdì 6 aprile, presso l’aula Magna del Matteotti, le alunne presenteranno infatti ai docenti e ai compagni delle classi quinte le loro riflessioni e il loro approfondimento rispetto agli studi e al viaggio affrontato.
Interverranno, oltre al d.s. Salvatore Caruso e alla prof. Silvia Pagnin, l’assessora comunale Maria Luisa Chiofalo e il consigliere regionale Andrea Pieroni, mentre a chiudere i lavori sarà l’intervento dell’assessora regionale Cristina Grieco, che ha direttamente partecipato al viaggio di studio, chiudendo anche quel caso l’esperienza con un suo prezioso intervento presso il Campo di Fossoli.
Si tratta dunque di un’esperienza pilota che sta dando eccellenti risultati e che a gran voce si richiede si possa replicare in futuro.